Tour de France 2026, l’Agenzia per i Test spiega la visita notturna a Vingegaard e Pogačar: “Controlli efficaci devono poter essere effettuati anche di notte”
Continua a tenere banco la controversa visita notturna dei controllori antidoping a Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar nella notte prima della 15ª tappa del Tour de France 2026. Oltre ai commenti dei diretti interessati, prima e dopo la caduta che ha visto il danese costretto a salutare un GT per la prima volta in carriera, nonché quelli di alcuni addetti ai lavori o osservatori, portando anche a paragoni con altri sport, arriva ora anche la reazione della ITA, l’Agenzia Internazionale per i Test, che si occupa di effettuare i controlli in accordo con le varie agenzie e organizzazioni, come possono essere AFLD (Agenzia Francese Lotta al Doping), UCI o AMA (Agenzia Mondiale Antidoping). Come detto, da regolamento il controllo notturno è consentito e la stessa ITA aveva avvertito al riguardo prima della partenza della Grande Boucle, spiegando ora nuovamente quanto fatto.
“Siamo consapevoli che i controlli notturni possono disturbare il sonno e il recupero dei corridori – ha affermato l’agenzia in una nota per Feltet – È stata quindi prestata la dovuta attenzione a ridurre al minimo, per quanto possibile, l’impatto che tali attività di controllo potrebbero avere sui corridori […] Tuttavia, l’ITA, per conto dell’UCI, ha la responsabilità di garantire l’efficacia del programma antidoping del ciclismo e l’integrità delle sue gare. I controlli efficaci devono quindi, in misura limitata e giustificata, poter essere effettuati al di fuori dell’orario normale”.
Riconoscendo chiaramente che questi controlli possono creare disagi e influire sul recupero dei corridori, l’agenzia non ha precisato dunque se questa operazione è stata fatta a seguito di sospetti circostanziati, ma sembra far capire la necessità di effettuarli in questo orario per non ridurne la potenziale efficacia, distinguendoli così da quelli effettuati in altri orari.
L’agenzia precisa comunque ancora una volta che si tratta di una decisione presa in conformità con le proprie strategie di controllo, seguendo le norme dell’Agenzia Mondiale Antidoping, dell’UCI e la legislazione francese. “Tutte le attività di controllo condotte al Tour de France e in qualsiasi evento internazionale, comprese le decisioni relative ai tempi in cui i controlli devono essere effettuati, vengono svolte in conformità con le strategie di controllo dell’ITA e ai sensi del Codice Antidoping della WADA, del Regolamento Antidoping dell’UCI e della legislazione francese, tenendo debitamente conto del benessere dei corridori, della parità di trattamento e dei diritti fondamentali”, si legge dunque ancora nella nota di rivendicazione del proprio operato.
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